09/10/2019 10:03

JURIC-ROCK: COSI'
HA RIVOLTATO IL VERONA

C'è una cosa che Juric ama dire: "Mi piace avere un obiettivo chiaro come la salvezza. Così stiamo tutti concentrati ed è più facile lavorare".

Sembra facile, invece Juric ha già scalato una montagna. Fatta di diffidenza (era dura dare credito alla scelta di Setti dopo Pecchia e Grosso...), di sconforto, quasi di rassegnazione. Il Verona low cost era segnalato praticamente da tutti gli osservatori come l'ultima del gruppo. Ultima per ingaggi, ultima per mercato, ultima per esperienza. Sette giornate dopo, Juric ha fatto un rivoluzione. Nove punti che sono un bottino insperato, ma più in generale l'idea di una squadra solida che ora può giocarsela alla pari con tutti.

Juric ha plasmato il Verona a sua immagine e somiglianza. Ha fatto il mercato, creato un puzzle perfetto. La società, lo ha accompagnato in questo processo con buon senso. Così è nata una squadra con una logica a cui Juric ha dato un gioco e quindi un'anima.

Ed è stata una rivoluzione. Vedere questo piccolo Verona in cima alle classifiche di rendimento come migliore difesa del campionato (solo l'Inter di Conte ha fatto meglio) e i suoi difensori tra le rivelazioni del torneo, danno il senso di quanto lavoro abbia fatto Juric e di quanto questo Verona sia lontano anni luce dai due precedenti.

La difesa è protetta dal lavoro dei centrocampisti e degli esterni, non è esposta a ripartenze pazzesche, anche gli attaccanti lavorano per "sporcare" il gioco degli avversari ed è anche per questo che Juric assolve le mancanze di Stepinski e Di Carmine in zona gol. Il Verona marca praticamente a uomo da centrocampo in su, Juric gli ha anche impresso codici ben precisi da usare in fase di non possesso. Si va alla caccia del pallone, ma si sa anche aspettare, girare la palla se non ci sono varchi, ripartire da dietro quando si è in difficoltà. Molta attenzione anche sui calci piazzati. Sia in difesa (ricordate il colabrodo con Pecchia e Grosso), sia in attacco, dove si sfrutta al meglio la capacità balistica di un giocatore come Veloso che raramente il Verona ha avuto in questi ultimi anni. Il Verona suona un rock duro come piace a Juric, ma è una squadra equilibrata e molto matura che si adatta agli avversari, che accelera e decelera e che sa anche soffrire con umiltà come richiede il campionato. La rivoluzione è insomma completata. Pecchia e Grosso sono solo ricordi ma è solo l'inizio del campionato. Prepariamoci anche a tempi duri, a cali di forma inevitabili, ma fiduciosi di aver trovato un tecnico che non perde mai la bussola. (g.vig.)