06/06/2019 10:21

QUALE DI CARMINE
PER LA SERIE A?

Fuori dal gioco, fuori dal contesto, imbrocchito, inghiottito dentro la rivalità con Pazzini. E poi splendido stoccatore, risolutore, protagonista. Fino al meraviglioso gol di tacco della finale, colpo di biliardo che merita di essere scolpito nella memoria collettiva quasi come il gol di Michelone Cossato a Reggio Calabria.

Samuele Di Carmine ha l'animo dell'artista. Porta occhiali improbabili a forma di esagono, ha due figli bellissimi e una moglie intelligente che sembra uscita da una serie Netflix (somiglianza accentuata con Tokyo della Casa de Papel) e nei piedi una fantasia che non lo fa catalogare in nessun stereotipo tecnico-tattico. Prima punta? No. Seconda? Forse nemmeno. Ci fosse Agnelli direbbe che è un nove e mezzo o forse un 10 e mezzo.

Per nove mesi non abbiamo capito se potesse giocare in coppia con Pazzini. Le uniche due volte in cui sono stati schierati dall'inizio è stato un disastro. Ma diciamoci la verità: a Brescia lo fece quasi senza convinzione Grosso, quasi per poter dire successivamente: "Visto che non possono stare insieme?". E poi lo ha fatto Aglietti alla sua prima apparizione a Cittadella, dopo un allenamento e mezzo sulle spalle. Troppo poco per dire che ci hanno provato veramente.

Ora però sarà serie A e tutt'altra storia. Il Verona punterà ancora su Di Carmine e dovranno essere (anche) i suoi gol a salvare il Verona. Ma stavolta non ci saranno dall'altra parte il bolso Campagnaro o i centrali del Cittadella Frare e Adorni. E Di Carmine dovrà scendere dall'altalena del rendimento. Se sarà quello dei play-off, il Verona avrà qualche chance in più. (g.vig.)