14/05/2019 15:23

IL C... DI SETTI, CIOE'
QUELLO CHE SERVE ADESSO

Verrebbe da parafrasare Gene Gnocchi e il suo celebre libro umoristico “Il culo di Sacchi”. Con altrettanta ironia potremmo affermare che a Verona c'è “il culo di Setti”, inteso come fortuna. Del resto tra Fusignano - patria dell'ex ct - e Carpi non c'è poi tutta questa distanza. Sarà l'aria, l'Emilia Romagna, che so, quel che è certo è che il patron del Verona è un uomo fortunato.

Dopo l'infausta retrocessione del 2015-16, quella delle “spese pazze” per Pazzini e Viviani e del biennale a Mandorlini, con le casse societarie in cattiva salute (da qui l'arrivo di Fusco a sistemare il bilancio), Setti si trovò a stagione ormai compromessa gratificato dell'epocale riforma del paracadute: serie B e 25 milioni di introiti. Non era mai successo e grazie a quei soldi l'Hellas confermò Pazzini e Romulo, costruì una squadra fuori portata e ritornò (con affanno, a causa degli errori di Pecchia) subito in serie A, con annessi nuovi vantaggi economici in una spirale virtuosa che ha portato Setti fino a qua, nonostante una seconda vergognosa retrocessione.

Ora, dopo un'altra stagione sportivamente fallimentare, con i play off agguantati per il rotto della cuffia e poche speranze di farcela, che ti succede? A giochi fatti viene retrocesso il Palermo, la squadra più forte degli spareggi, e il Verona si ritrova d'improvviso più vicino alla A. Non nascondiamoci, affrontare prima lo Spezia dell'ex amico Volpi e poi il Palermo avrebbe probabilmente pregiudicato qualsiasi velleità di finale. Altra pasta è trovarsi di fronte, con tutto il rispetto, il Perugia e casomai il Pescara, avversarie alla portata.

Il Verona ora può davvero perlomeno sognare la finale. Arrivati lì, si sa, poi tutto è possibile. La serie A significherebbe un Setti sempre più saldo al comando, in attesa magari dello stadio nuovo (in realtà la strada è intricata). Lo slogan è pronto: prima il bilancio e tanto fattore C. Altro che modello Borussia, o Crotone. Meglio un aforisma, quello del filosofo greco Diogene di Sinope, detto il Cinico: “Preferisco avere una goccia di fortuna che una botte di saggezza”. Fossi in Setti questa frase l'appenderei in ufficio.

FRANCESCO BARANA