16/04/2019 21:19

Sarà come nel 2007 o
sarà la fine del sogno?

GAME OVER. Ci siamo lasciati così dopo la decisiva sconfitta contro il Napoli di domenica. Il Chievo, dopo undici anni consecutivi di permanenza nella massima serie e con sei giornate d'anticipo, è retrocesso in Serie B. Epilogo annunciato, ma non per questo meno amaro. Se analizziamo cos'è successo durante questo campionato, ci accorgiamo che il risultato finale, è il frutto di una mancanza di solidità: D'Anna e Ventura prima, vari infortuni e addii pesanti nel mercato di riparazione nel mentre, ed il ritorno del caso plusvalenze fittizie (con tanto di annesse conseguenze), tornato a galla la settimana scorsa. Il Chievo, fiero esempio del calcio sano, ha saputo creare nel corso della sua storia, un modello di gestione oculato: spendendo sempre poco, ma riuscendo nonostante tutto a disputare diciassette degli ultimi diciotto campionati di Serie A. Nelle ultime stagioni, tuttavia, la squadra è cresciuta troppo poco e, in trentadue partite disputate con ben tre allenatori diversi, i gialloblù hanno ottenuto soltanto una vittoria, a fronte di undici pareggi e venti sconfitte.
Inizia nel 2001 e finisce nel 2019, la storia unica del club scaligero che, per diciotto anni, si è fatto grande in un mondo dominato da giganti: da Manfredini, Corradi, Marazzina, Semioli, Eriberto (poi Luciano) con Del Neri in panchina, ma non solo. Il Chievo si confermava anche quando il gioco sul campo era più pratico, ma meno esaltante. Quella stagione iniziata con la Champions League si è poi conclusa con la retrocessione. La fine di un ciclo sì, ma anche l'inizio di un nuovo Chievo.
"Se vuoi l'arcobaleno, devi sopportare la pioggia", dicevano. E così, si passa dal glorioso recente passato, transitando per un presente decisamente difficoltoso, per poi arrivare ad un futuro (si spera) radioso.
Altro che lacrime. E' giusto anche analizzare cosa comporta per il Chievo ripartire dalla serie cadetta: 25 milioni che entreranno nelle casse del patron Campedelli. 25 perchè il club scaligero, appartiene alla fascia C (più di tre anni, che possono essere anche non consecutivi in Serie A, nelle ultime quattro stagioni). La somma finale deve essere ancora definita. Mancano alcuni verdetti per capire chi si aggregherà ai veneti. Al momento, con Frosinone ed Empoli, la società di Campedelli avrebbe la cifra completa. In caso di altre squadre retrocesse, le percentuali andrebbero ridimensionate perché, il budget massimo, non può superare i 60 milioni di euro.
Da qui si deve ripartire. Undici anni dopo. Contro tutto e tutti. Con un paracadute di soldi, in grado di alleggerire il peso della caduta. Con meno brillantezza, ma con più concretezza. Con tanti punti interrogativi e con certezze che verranno ribaltate da un momento all'altro. Con tanti forse, con tante difficoltà, ma con la consapevolezza di chi sa che, per tornare tra i grandi e ripetere quell'impresa del 2007, ci rivuole anche la forza dello stesso Chievo delle meraviglie.

ELEONORA TACCONI